
Ballata in Sud Minore è il titolo del nuovo romanzo di Carmine Caputo
edito da Zerounoundici Edizioni.
Una storia, con un gruppo di adolescenti protagonisti, che solo apparentemente si dipana secondo le dinamiche tipiche del romanzo di formazione. Ci sono infatti le bravate di chi si sente pronto a spaccare il mondo, i primi approcci sentimentali e le conseguenti inevitabili delusioni, la scoperta del mondo affascinante e sconosciuto della politica.
Ci sono personaggi in cui è facile riconoscersi quali il timido e l’intellettuale, la vamp e la studentessa modello. Ciò che rende unico questo romanzo è però il contesto in cui è ambientato: non un piacevole quartiere abitato dalla solita borghesia annoiata, ma Statte, un paese ai margini di Taranto che vive a cavallo tra la fine degli anni ottanta e i primi anni novanta uno dei periodo più difficili della sua storia recente.
Ecco dunque il sud minore del titolo: un meridione che magari non conquista le prime pagine dei giornali ma che soffre in silenzio un declino apparentemente inarrestabile. Un ambiente avvelenato dalla criminalità che si contende il territorio a colpi di attentati, annerito da un inquinamento industriale opprimente e segnato dalla tragedia delle morti sul lavoro nello stabilimento siderurgico. Come se non bastasse, quel siderurgico che ha ucciso tanti figli della città e ne ha inquinato l’aria ha perso anche la competitività industriale causando crisi economica e disoccupazione e generando un’ondata di emigrazione interna senza precedenti. Sono decine di migliaia i giovani che hanno lasciato Taranto negli ultimi vent’anni cercando fortuna altrove.
Più che fare da sfondo a questa ballata malinconica e disillusa, questo sud minore è forse il vero attore protagonista delle vicende narrate.
La scrittura personale e originale dell’autore gioca abilmente con i cambi di registro, passando con disinvoltura dai toni più umoristici a quelli più drammatici e mantenendo sempre vivo il legame nostalgico che lo lega a quegli anni difficili ma indimenticabili che ha vissuto in prima persona.
La trama in breve
Antonio è un carabiniere intorno alla trentina che è richiamato a casa da una richiesta insolita da parte di un suo vecchio amico. Si tratta di Leo, che sta per affrontare una campagna elettorale e vuole accanto che il compagno di tante avventure gli restituisca una piccola coroncina del rosario che gli aveva regalato tanti anni prima.
Il ritorno a casa è per Antonio l’occasione per riaprire un cassetto nella camera dov’è cresciuto. Il contatto con quegli oggetti dimenticati per tanto tempo lo porta a rivivere episodi chiave della sua adolescenza: le sfide a calcio su campi improvvisati, le audaci prove di forza al luna park, i tentativi di seduzione al mare e le indimenticabili feste a casa degli amici con i nomi scritti con il pennarello sui bicchieri di plastica e la colonna sonora di Duran Duran e Europe. Per Antonio è come chiudere un cerchio e fare i conti con un passato che non ha mancato di riservargli parecchi dolori: ma non ci si può fermare nei ricordi se non per una notte, e quel passaggio di testimone rappresentato dalla coroncina è il segno che nonostante tutto la vita continua.
L’autore
Carmine Caputo è nato a Statte nel 1975 e dal 1994 vive a Bologna. Dopo la laurea e le prime esperienze nel settore della comunicazione multimediale si è occupato di comunicazione d’impresa per quasi nove anni nel settore del credito. Da qualche tempo si occupa di comunicazione nel settore pubblico.
Ha scritto nel 2004 il romanzo umoristico “Bello dentro, fuori meno” seguito nel 2007 dai racconti noir di “Bologna l’oscura”, in entrambi i casi editi da Nonsoloparole Edizioni. All’inizio del 2009 ha selezionato i migliori articoli del suo blog rendendoli disponibili con Lulù Press nella raccolta “La concorrenza sleale dell’ombelico”. A fine 2009 l’incontro con la casa editrice Zerounoundici e la pubblicazione di Ballata in Sud Minore.
http://www.carminecaputo.com
























