L’Associazione Punto A Capo
Presenta la quarta edizione della
Rassegna di teatro d’autore contemporaneo
TARANTO NON DORME
…ricordando Daniele Serra
4 spettacoli che con semplicità, ironia e sensibilità
fotografano il vivere quotidiano
dal 16 febbraio al 16 marzo, ore 21
Cinema-Teatro Bellarmino
Taranto - Corso Italia ang. Via S. Roberto Bellarmino
lunedì 16 febbraio
Nel Fango del Dio Pallone.
La Storia maledetta di Carlo Petrini, centravanti di serie A
di Giulio Baraldi e Alessandro Castellucci (anche interprete)
lunedì 23 febbraio
L’Istruttoria
di Claudio Fava, con Donatella Finocchiaro e Claudio Gioè
lunedì 9 marzo
Assola. Elogio della solitudine
di Renata Ciaravino, Ugo Cornia e Silvia Gallerano (anche interprete)
lunedì 16 marzo
Underwork
di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani,
e con Ilaria Dalle Donne e Simone Brussa
Torna per il quarto anno consecutivo Taranto Non Dorme, rassegna di teatro d’autore contemporaneo, promossa dall’Associazione Punto A Capo e dedicata alla memoria del giovane artista tarantino tragicamente scomparso Daniele Serra. Perché è con il suo spettacolo, Nato a Taranto, che Taranto Non Dorme ha cominciato il suo cammino nel 2006, e perché è nella comune idea di teatro come strumento per indagare e riflettere sul territorio, il tempo e lo spazio che la rassegna vuole andare avanti.
Quattro spettacoli animeranno il palcoscenico del Cinema Teatro Bellarmino, sempre di lunedì alle ore 21, dal 16 febbraio al 16 marzo. I temi proposti, con semplicità, ironia e sensibilità, sono quelli del vivere quotidiano: dallo scandalo di calciopoli ai delitti di mafia, dalla condizione femminile al lavoro precario.
Il primo spettacolo, lunedì 16 febbraio, è affidato ad Alessandro Castellucci che porta in scena, per la regia di Giulio Baraldi, Nel Fango del Dio Pallone. La Storia maledetta di Carlo Petrini, centravanti di serie A. Lo spettacolo trae origine dall’omonima scomoda biografia di Carlo Petrini, ex giocatore del Milan, della Roma, ma anche del Bologna e del Genoa: una ricostruzione attenta e disincantata del mondo del calcio, fatta anche di partite vendute, eccessi fuori dal campo, doping e soldi in nero.
Lunedì 23 febbraio l’attrice catanese Donatella Finocchiaro e Claudio Gioè saranno i protagonisti de L’Istruttoria di Claudio Fava. Regia di Ninni Bruschetta.
Lo spettacolo, con musiche composte e eseguite dal vivo dai DOUNIA, ripercorre la storia degli atti del processo per la morte del giornalista Giuseppe Fava, raccontata dal figlio Claudio. Atti ricostruiti e drammatizzati in forma teatrale, ma fedeli alla verità delle cose che in quel dibattimento furono dette. E di quelle che furono taciute. Pippo Fava venne assassinato dalla mafia davanti all’ingresso del Teatro Stabile di Catania il 5 gennaio 1984. Di quel processo poco conosciuto, duecentotrentaquattro udienze, duecentosessanta testi ascoltati, seimila pagine di verbali…oggi resta in apparenza solo una sentenza di condanna, ormai definitiva.
Il terzo appuntamento, lunedì 9 marzo, è con la Compagnia Teatrale Dionisi porta in scena Assola. Elogio della solitudine di Renata Ciaravino, Ugo Cornia e Silvia Gallerano (anche interprete), menzione speciale al Premio Scenario “per l’ottima prova di un’attrice-autrice capace di toccare con spietata e delicata ironia le ferite di una condizione femminile che ha il coraggio di mettersi a nudo sulla scena”.
Assola racconta tre figure di donna, tre diverse solitudini a confronto. Parla di tre “stanze”, tre luoghi segreti, tre differenti modi di stare al mondo.
La rassegna chiude lunedì 16 marzo con Underwork di Babilonia Teatri, giovane compagnia veronese vincitrice del Premio Scenario 2008. Lo spettacolo, di e con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, e con Ilaria Dalle Donne e Simone Brussa, è una fotografia divertita e disincantata del lavoro precario raccontato da due diverse prospettive. Da una parte c’è la leggerezza del dolce far nulla rappresentata in scena dalle vasche da bagno, dalla musica di Liza Minelli, dalla pioggia di monetine, dal lussuoso fondale di broccato d’oro, dall’altra il vero centro dello spettacolo, rappresentato da un recitato scarno ed incisivo. Frasi corte e serrate, supportate da un incipit forte e caratterizzante, una sorta di poesia senza rima né armonia. Ed è in questi testi che gli attori, ritti sulla scena o adagiati mollemente nelle vasche piene d’acqua, enumerano ed accumulano frasi, luoghi comuni, dati, canzoni, ansie, imprecazioni, slogan: tutti i punti di vista possibili. Cosa c’è da spiegare quando nulla ha più senso.
Prezzo abbonamento e biglietti:
Abbonamento: 35 euro
Singolo spettacolo: 10 euro
Per informazioni e biglietti:
www.puntoacapo.biz - info@puntoacapo.biz
Gianluca Tagliente, cell. 347 2547217
























