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Pubblico Impiego: il fallimento è servito. Cresce la protesta.

Prima il Decreto 112/2008, convertito nella legge 133/2008, adesso il Disegno della prossima Legge Finanziaria, il duo Brunetta – Tremonti presenta il conto finale ai dipendenti pubblici.

Dopo la vergognosa campagna mediatica ai fannulloni di Stato, i tagli indiscriminati degli organici per i prossimi anni e delle competenze accessorie a partire dal prossimo gennaio 2009, cercano di blandire i lavoratori elemosinando per il 2008 i 7 Euro della vacanza contrattuale imponendone per legge, unilateralmente, la corresponsione automatica.

Hanno costruito sulla menzogna dell’emergenza salariale dei lavoratori dipendenti e dei pensionati la fortuna di un consenso politico ingannevole e immeritato.

Solo ora argomentano, vigliaccamente, che le dinamiche salariali dei lavoratori dipendenti pubblici negli ultimi anni sono cresciute al doppio dell’inflazione programmata e pertanto il rinnovo contrattuale 2008 - 2009 deve dimezzarsi.

Di quale inflazione parlano questi campioni dell’economia virtuale, in quale paese vivono per non accorgersi del disastro economico e sociale prodotto proprio da quelle stime inflative.

Questi provvedimenti e questi comportamenti si giustificano con un solo obiettivo, il fallimento.

Vogliono fiaccare la strenue volontà e la caparbia responsabilità dei dipendenti pubblici che lavorano al di sopra delle loro possibilità, senza risorse professionali e strumentali adeguate, senza incentivi ed in ambienti di lavoro indecorosi ed indecenti, nell’intento di svendere e liberalizzare i servizi pubblici in danno alla finanza pubblica ovvero scaricando i costi sui cittadini italiani.

Siamo fortemente preoccupati per la norma contenuta nel DDL finanziaria per il 2009, che prevede la possibilità di erogare aumenti contrattuali senza un preventivo accordo, innescando di fatto una involuzione pericolosa nel sistema delle relazioni sindacali.

Invitiamo il Governo ad attivare da subito i tavoli di confronto.

E’ imprescindibile, però, affinché ciò avvenga, il ripristino dei fondi legati alla produttività, per evitare che dal prossimo mese di gennaio centinaia di migliaia di lavoratori vedano decurtate le proprie retribuzioni e per giunta ben oltre l’irrisorio aumento contrattuale derivante dagli stanziamenti previsti nella finanziaria.

Contrastiamo con ogni mezzo lo scellerato disegno orchestrato dalla strana coppia Brunetta – Tremonti: l’onda della protesta cresce in tutte le realtà del lavoro pubblico e nella cittadinanza emerge la consapevolezza dell’inganno perpetrato dalla confusione di un sistema politico che non risponde ai bisogni della gente, obbediente oramai da tempo a logiche e interessi particolari che non possono più essere tollerati.

Prepariamoci ad intensificare le azioni di lotta nelle singole realtà territoriali e partecipiamo compatti e numerosi all’assemblea – presidio in programma il prossimo 6 ottobre dalle ore 09.30 alle ore 11.30 sotto la sede provinciale di Taranto del Ministero del Lavoro, in via Orazio Flacco angolo via Plateja.

CGIL FP CISL FP UIL PA

Lorenzo Caldaralo Massimo Ferri Cosimo Spinelli

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